Lentamente

Lentamente / Slowly
Cristina Crippa e Cecilia Viganò
Azione urbana / Urban Action _ Milano Galleria Vittorio Emanuele 21 giugno 2007

Lentamente / Slowly [02] 21 giugno 2007 from cristina crippa on Vimeo.

Lentamente [Slowly] 01 documento video 27′ 37”
Lentamente [Slowly] 02 documento video 07′ 23”

Il nostro obiettivo è creare azioni nella città che viviamo, spesso contrarie a quelle che è solita ospitare;
“esperimenti” che ci permettano di osservare le reazioni interne ed esterne che si generano nelle persone e nello spazio intorno.

Abbiamo scelto la galleria Vittorio Emanuele di Milano per la qualità del luogo, chiuso ma aperto, che incanala i percorsi di diverse tipologie umane.
Le reazioni e lo scambio verbale avuto con i passanti sono stati registrati attraverso videocamere e microfoni nascosti.
Per mettere in atto queste azioni artistiche non adottiamo alcun tipo di travestimento, ci mostriamo nel nostro essere quotidiano così che che risalti solo quel particolare aspetto della realtà che ci interessa affrontare.
In una prima versione, “Lentamente [01]”, ragionando sulla velocità di Milano abbiamo deciso di rispondere camminando piano.
In “Lentamente [02]”, constatando la difficoltà di avere un contatto con le persone che si incontrano per strada e la diffidenza che ne deriva, abbiamo portato all’esasperazione questa nostra necessità di un incontro profondo, comunicandola attraverso uno sguardo prolungato e sospeso tra due persone, culminante in un abbraccio.

Our aim is to create actions in the city we live often opposite to those the city itself witnesses: “experiments” that enable us to observe internal and external reactions we and the other persons around feel.
We choose Milan Vittorio Emanuele Gallery because of the quality of the space, closed but open at the same time, which canalizes various human typologies’ paths.
People reactions and the verbal exchanges we had with passers-by have been recorded by hidden cameras and microphones.
We don’t use any disguise for these artistic actions. We show ourselves in our ordinary way of being so that just the particular aspect of reality we are interested in stands out.
In the first version, “Slowly [01], after considering Milan speed we decided to “answer” to it walking slowly.
In “Slowly [02]” after realizing the difficulty to create any kind of contact with the people in the street and the diffidence resulting from this, we brought our need of contact to the utmost degree, communicating it through a prolonged stare between two persons culminating with a hug.

Lentamente [02] giugno 2007 (4)

Milano.
Lavorare su di lei, sulle persone, i fenomeni diffusi, i luoghi, i non-luoghi, lo spazio consumato a proprio interesse, la folla, i percorsi, la velocità.
Ci schianta, ci urta.
Fermiamoci, giriamoci e torniamo indietro.
Come regire? Camminare piano.
Nessuna preparazione, non è una messa in scena, non siamo su un palco teatrale.
Non vogliamo rappresentare ma presentare.
Non andiamo da nessuna parte. Tutti si muovono rapidamente ed hanno una meta ben precisa in testa, hanno un punto d’arrivo e gli corrono incontro. Noi dove andiamo? Camminando lente viviamo lo spazio, lo tocchiamo, lo riempiamo, lo leggiamo.
Scegliamo la galleria per la qualità del luogo, chiuso ma aperto, un contenitore fluido, che incanala i percorsi di tipologie umane diverse, un’ampia varietà di età, stili, nazionalità.Un breve percorso nel grande percorso della nostra giornata.
Ascoltiamo le reazioni interne ed esterne, raggiungiamo un ritmo ed un equilibrio che a tratti ci porta fuori dal corpo che inizia a procedere da solo.
Bisogno di prendere contatto con sé. Bisogno di distaccarsene. Cambio del punto di vista.
Osservare la città, cosa il camminare piano provoca in noi e in quelli che ci circondano.
L’incontro che non c’é: è un intrusione nello spazio privato che irrigidisce e mette sulla difensiva. Quando avviene spaventa eppure è così necessario.
Guardarsi per un tempo dilatato, cadere negli occhi dell’altro senza freno, senza fermarsi, avere il coraggio di reggere.

operatori di ripresa: Davide Crippa, Ugo Perazzini
montaggio video: Iacopo Tiscar, Elena Colombo



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