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“Volevo solo compagnia” e il festival  “Seminaria” sul Giornale di Carate

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INNESTARE su Sardegna quotidiano

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I PUPI su Vogue

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LA FORCHETTINA su La Repubblica, Il Cittadino di Monza e Il Fatto Quotidiano

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la forchettina il fatto quotidiano 18.11.2013

 

 

IL CUCCHIAINO sul Corriere della Sera 2012

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Le ricette del Cucchiaino su KIDS (Ed. Morelli) e Alice Cucina (Sitcom Editore)

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Teatro:

RECENSIONE _ L’Arena IL GIORNALE DI VERONA
Venerdì 29 Luglio 2011 SPETTACOLI Pagina 51
Suggestivo «Dizionario della polvere»

Gli spettatori della «prima» di Dizionario della polvere possono ringraziare l’incertezza del tempo. Assistere allo spettacolo, previsto per la Terrazza di Giulietta, sull’assito del teatro Nuovo, è emozione a sé stante. Paolo Valerio, regista del lavoro costruito attorno al testo di Alessandro Bertolini, ha spostato la messa in scena tra cordami e quinte del palcoscenico. Vista totale sulla platea e balconate illuminate dalle abat-jour. E vista ovviamente su Elena Giusti che davanti a un centinaio di spettatori comodamente seduti ha recitato l’intenso monologo di Bertolini. Dietro di lei un velare per la proiezione di disegni, acetati, grafie e segni di Cecilia Viganò. Illustrazioni che scandiscono come didascalie naif un testo semplice, chiaro e lineare. Attributo raro nei monologhi.
Bert! olini sceglie la strada del dizionario, meglio, dell’enciclopedia per micro capitoli semplici. Pensieri sparsi, «minima moralia». Pensieri lineari finalmente, forma maschile per contenuti dalla sensibilità femminile. Operazione Zen che ci ricorda quelle di Yoko Ono: fermarsi, entrare nelle pieghe del tempo: «Scollegarsi da tutto quello che è collegato per collegarsi al Tutto».
«Pianto», «lui», «passi» sono tra i titoli di una biografia sospesa, di un diario profondo. Frammenti di un discorso amoroso, parafrasando un altro celebre titolo. Frammenti che personificano il quotidiano e le sue piccole cose: una cornice, una lacrima, un ombrello, una scarpa che Elena Giusti usa per dare intimità e sobrietà al monologo. Dall’attenzione alle cose, guidati dal pianoforte suonato da Sabrina Reale, il testo scivola nell’indagine della relazione di coppia. Più a rischio di luoghi comuni, la parola di Bertolini! si salva quando il tempo rallenta e si ferma. Lo spazio circo! scritto della Giusti diventa un non-luogo accanto a un baule e il tempo del racconto un non-tempo per parlare ai disegni dello sfondo. Siamo su un palco, luogo della finzione. Sguardo rovesciato per rovesciare a nostra volta lo sguardo sul «femminile».

 

 



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