Autoritratto al riparo [2005]
dimensioni: 2 mx 1.65 m
Tessuti sintetici, filo di cotone, imbottitura sintetica, tavolo di legno della mia camera.
Io da piccola mi nascondevo sotto il tavolo in camera.
mi portavo tutte le cose importanti, e stavo lì, al sicuro.
Non amo il mio corpo e continuo a non amarlo.
Non cambia niente.
Mi sento un macigno di cellule…

I cibi subiscono quelle modificazioni che ne permettono l’assorbimento, la reazione del contenuto gatrico è fortemente acida e causa dei movimenti nelle stomaco. Il mio stomaco si allarga pieno di succhi acidi cerca di modificare e digerire, arriva ad inglobare anche il cuore gonfio, rosso, pulsante… Il mio stomaco continua a parlarmi. parla, parla, si stringe, si morde da dentro. E’ pieno di malinconia, di tristezza. E’ verde scuro, è pesante e soffre di vuoto da semi-libertà appena raggiunta. I pensieri hanno d’improvviso rallentato, e lui ha sentito il contraccolpo da malinconia. Brucia, brucia. il cuore improvvisamente si è rivelato asciutto, non potendo assorbire più le lacrime le ha regalate allo stomaco. il morso mi prende e non riesco a scappare. ho davanti un cielo terso e una casa da scoprire ma il peso è forte e mi schiaccia. taglio e inizio a cucire, e il nodo si scioglie…ho paura di perdere qualcosa. questo paese vuoto mi spaventa, ma qualcuno chiacchiera e mi tiene compagnia… La mia misura mi fa impazzire non riesco più a stare sotto il tavolo dicono che devo uscire mi chiamano. la mia misura non mi consente più di stare sotto il mio tavolo… Il mio rapporto col corpo il mio rapporto col corpo adesso. pesante, pieno di schifezze. voglio coprirmi sempre di più. cerco riparo nel nido infantile, ovattato, al riparo. il mio bamboccio sta giorni e giorni nascosto sotto il tavolo della camera, pieno di cose pesanti e schifose…
Vuoto improvviso:io sotto il mio tavolo catapultata nel mondo.
Il mio tavolo non mi può più proteggere.
(cucire mi costringe ad avere pazienza. Mi inoltro ingenuamente in “un’attività” di cui ho poche conoscenze tecniche, (s)forzandomi a frenare l’istintività e l’improvvisazione che mi regolano)

Il mio sasso [2006]
diametro scatola 5 cm, altezza 3 cm. Fodera, cotone, imbottitura, scatola di cartone, acrilico, foglia d’oro.
La cosa che mi fa più male quando mi allontano dalla mie cose?
Il sasso che si ferma tra lo stomaco e il cuore.
Mettere quel sasso in una scatola al sicuro.
Conservarlo per non dimenticarlo.
Lasciarlo simbolicamente a casa, sul ripiano del mio comodino, come un terapia.
Perchè toccandolo io possa rendermi conto di quanto in realtà è morbido e leggero.
Questo sasso è pesante e pungente solo nella mia testa.
Voglio guarire da questo sasso.

Utero [2006]
Diametro scatola 9.5 cm. Fodera, imbottitura sintetica, filo di cotone, scatola di cartone, smalto, colori acrilici,, matita, foglia d’oro.
Un nuovo sasso, piccolo, si ferma in lui per farsi comprendere.
Raccolto in una scatola preziosa,
al sicuro,
per non dimenticarlo.

Prima del salto [2007]
fodera e raso bianchi, cotone, imbottitura sintetica, acrilico, parole, sedia, scatola di cartone dipinta, foglia d’oro.
PUPO: altezza totale circa 131 cm, rannicchiato circa 80 cm, larghezza 40 cm circa
SPINA: lunghezza 67 cm diametro circa 5.5 cm
SCATOLA: diametro 28 cm altezza 15 cm
@ ZOOART itinerari artistici ai Giardini Fresia, Cuneo. [Luglio 2007]

Mi chiedono di strapparmi dalla mia casa
Quante madri ancora cercherò?
Devo trovare un nido dove lasciare i miei organi per poter saltare

Raccordo tra radice e fusto [2010]
Ricamo su colletto di camicia (cotone) cm 13x18x4

studi
Autoritratto al riparo (2005): studi


Autoritratto al riparo (2005) 

organi interni
Autoritratto al riparo (2005): organi interni


Il mio sasso (2006) 


Utero (2006)